Festa

Festeggiamenti in onore di Santa Maria della Neve

 

  • Le origini e le tradizioni
    Le origini e le tradizioni

    Le celebrazioni in onore di Santa Maria della Neve ricorrono a Bacugno ogni 5 di agosto, in coincidenza della ricorrenza liturgica che ricorda una miracolosa nevicata estiva sul colle Esquilino di Roma.
    La tradizione narra di una facoltosa coppia di nobili coniugi che decise di donare tutti i propri averi per edificare una chiesa in onore della Madonna. Questa la notte tra il 4 e 5 agosto apparve in sogno a entrambi dicendo loro che avrebbe indicato con un miracolo il luogo dove l’edificio sarebbe dovuto sorgere.

    La mattina seguente si recarono da Papa Liberio, scoprendo che anche questo aveva fatto lo stesso sogno.  Si recarono sul luogo indicato, il Colle Esquilino e lo trovarono coperto di neve!
    Il pontefice tracciò il perimetro della chiesa seguendo la superficie del terreno innevato e fece costruire l'edificio sacro a spese dei coniugi.

    La basilica prese il nome di Santa Maria della Neve (o Basilica Liberiana, popolarmente ad Nives). Fu poi riedificata con l’attuale Basilica di Santa Maria Maggiore dove ogni 5 agosto si ricorda il miracolo con una pioggia di petali di rosa bianca fatti cadere dalla cupola.

    La tradizione orale della Madonna della Neve legata a Bacugno racconta che, in un periodo di forte siccità, agricoltori e allevatori imploravano la Madonna pregandola di mandare pioggia per innaffiare i terreni e dissetare il bestiame. Il 5 di Agosto arrivò una grande nevicata che dette finalmente sollievo al territorio. Da allora, ogni 5 agosto si rinnova il ringraziamento alla Madonna con la festa di Bacugno e tutti i rituali ad essa collegati.

    Questa tradizione ha fuso in se e conserva alcuni elementi rituali riconducibili ad antichi riti di origine Sabina, oggi integrati in un unico contesto di matrice cristiana.

    Gli elementi rituali che compongono la tradizione di Santa Maria della Neve sono quattro: il Toro Ossequioso, il Solco, il Manocchio e Li Ciammelletti.

La festa una volta...

Come si organizzava la festa in epoche lontane?

Scoprilo...

  • Il Toro Ossequioso
    Il Toro Ossequioso

    Le origini della tradizione del Toro Ossequioso vengono generalmente fatte risalire dagli studiosi all’era precristiana, in particolare a matrici della ritualità tipica dei Sabini.

    Il toro, protagonista della mattina del giorno della festa di Santa Maria della Neve, è un esemplare speciale che appartiene a tutta la popolazione e vive la propria intera vita amato e curato dagli abitanti di Bacugno.

    Addestrato sin da giovanissimo, si inginocchia la mattina del 5 agosto sul sagrato della Chiesa di Santa Maria della Neve al cospetto della statua della Madonna. Un momento solenne e di gioia contornato da centinaia di fedeli e curiosi, rallegrato dai vivaci colori della festa e degli ornamenti del toro.

    Durante l’anno il toroAzeglio” vive nella sua “casa del toro”, realizzata dal comitato all’interno di un paco a lui dedicato e dove è possibile andare ad ammirarlo in qualsiasi momento.
    Si trova nella frazione di Steccato, vicino alla piazzetta principale del paese.

  • Il Manocchio
    Il Manocchio

    Il Manocchio è un grande covone di grano che simboleggia un auspicio di prosperità e abbondanza per il raccolto.
    È composto da spighe di grano legate a mano una ad una in piccoli mazzetti, a loro volta riuniti in una grande intelaiatura. Una volta terminata la lavorazione, il Manocchio viene cinto con una ulteriore treccia e sormontato da una lavorata croce, anche questi realizzati con spighe di grano.

    È un lavoro meticoloso che inizia qualche giorno prima della festa, svolto dalle mani sapienti delle signore e degli uomini più esperti, aiutati da decine di ragazzi e bambini così che di anno in anno la tradizione possa lentamente passare di generazione in generazione.
    Il pomeriggio del 3 Agosto dopo aver realizzato la croce, la lavorazione del Manocchio termina con la legatura del covone attraverso un sistema di corde che, una volta strette, conferiscono la tipica forma circolare alla composizione, procedendo poi al successivo posizionamento della treccia.

    La mattina del giorno di festa, il Manocchio viene trasportato a spalla per le vie di Bacugno durante la processione fino al sagrato della Chiesa di Santa Maria della Neve.

  • Il Solco e la Biffa
    Il Solco e la Biffa

    La tiratura del Solco Dritto è una celebrazione del lavoro campestre, l’auspicio di un fruttuoso esito del raccolto.

    Nella notte tra il 3 e il 4 agosto i "solcatori" partono alla volta del Monte Boragine (1829 m.s.l.m), sopra Bacugno, e all’alba inizia il taglio di un grande tronco di faggio all’interno del bosco. Questo viene poi trasportato a spalla da decine di persone sulla cima del monte e qui impiantato a fare da “biffa” e quindi da segnale per l'inizio della tracciatura del solco diritto.

    Ha quindi inizio la tracciatura del solco, lungo il quale i solcatori riscendono, partendo dalla biffa sul monte e dirigendosi verso la Chiesa di Santa Maria della Neve. È proprio lungo questo tragitto che si incontra la comunità di Vetozza, che come ogni anno offre una ricca colazione agli amici solcatori di Bacugno, musiche e balli tradizionali fanno da cornice a questa breve ma sentitissima pausa prima della ripresa del cammino verso Bacugno.

    Giunti al paese si innalza la seconda “biffa” che in corrispondenza dell'ingresso principale della chiesa indica la fine della tracciatura del solco.
    La riuscita del Solco Dritto è di buon auspicio per il lavoro agricolo dell’anno a seguire, quindi tutto il paese si impegnava e ancora si impegna moltissimo per questo scopo!

    La biffa e il solco rimangono tutto l’anno e sono visibili a occhio nudo sul dorso brullo della montagna. Un segno distintivo del paesaggio di Bacugno!

Amici vicini...

Vetozza...

  • Le ragazze in costume tradizionale
    Le ragazze in costume tradizionale

    Il costume tradizionale indossato dalle ragazze durante la festa di Santa Maria della Neve è una rappresentazione quanto più fedele possibile del costume di un tempo .

    Le gonne erano lunghe e di un'unica tinta scura con una semplice camicetta bianca di stoffe non molto leggere reperibili al tempo. Tipici della vita contadina erano il fazzoletto che ripara dal sole e funge da intermezzo tra testa e conche d'acqua e il grembiule con tasche.
    Come le donne di un tempo le ragazze indossano collane di corallo! I vestiti vengono fatti realizzare da sarte del paese di Bacugno a cura del comitato. Le ragazze in costume tradizionale il 4 Agosto, nel pomeriggio, consegnano Li Ciammelletti alle persone più anziane del paese che non possono essere presenti la mattina del 5 sul Sagrato della Chiesa di Santa Maria della Neve.

    La mattina del 5 Agosto, sfilano in processione insieme al Toro Ossequioso, al Manocchio e alla statua della Madonna della Neve e, una volta arrivate alla chiesa, salgono su un muretto e su rimorchi addobbati con il grano e dopo la triplice genuflessione del Toro Ossequioso e la sfilata del Manocchio con lancio del ciambellone da parte di una delle ragazze che cambia ogni anno, lanciano i tradizionali Ciammellitti sul sagrato dove una folla di persone tenta di prenderli per mangiarli!

Informazioni

Associazione Culturale Toro Ossequioso
Via Steccato, 2 - Bacugno
02019 -  Posta (Rieti)

P.IVA 01074910579

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